L’ascensore spaziale e la sua storia
L'ascensore spaziale, conosciuto anche come ponte spaziale o scala per le stelle, è il progetto, per adesso (2006) ipotetico, di un dispositivo simile ad un ascensore che servirebbe però a portare carichi in orbita. L'ascensore spaziale è quindi lunghissimo, decine di migliaia di chilometri e, a differenza degli ascensori ordinari, il cavo portante è immobile e la cabina si muove su di esso. Un ascensore spaziale sulla Terra permetterebbe di inviare materiale ed astronauti nello spazio ad un costo pari ad una frazione del costo odierno. Costruirne uno richiederebbe comunque un grande progetto, e l'ascensore dovrebbe essere costruito con un materiale che possa resistere ad un tremendo stress mentre dovrebbe essere anche leggero, poco costoso e facile da produrre. Un considerevole numero di altri nuovi problemi ingegneristici dovrebbero anche essere risolti per rendere possibile l'ascensore spaziale. La tecnologia odierna non ha ancora queste capacità, ma alcuni ottimisti ritengono che l'ascensore spaziale potrebbe diventare una realtà nei decenni a venire.
La storia
Il concetto di ascensore spaziale apparve per la prima volta nel
1895 quando uno scienziato russo di nome
Konstantin Tsiolkovsky fu ispirato dalla Torre Eiffel di Parigi a prendere in considerazione una torre che raggiungesse lo spazio. Egli immaginò di piazzare un "castello celestiale" all'estremità del cavo, con il "castello" che orbitava intorno alla Terra in una orbita geosincrona (ovvero il castello sarebbe rimasto nello stesso punto sulla superficie terrestre). La torre sarebbe stata costruita da terra fino ad una altitudine di 35.800 chilometri (in una orbita geostazionaria). I commenti di Nikola Tesla suggeriscono che anch'egli potrebbe aver concepito una simile torre. Le sue note furono inviate dietro la Cortina di ferro dopo la sua morte. La torre di Tsiolkovsky sarebbe stata capace di lanciare oggetti in orbita senza usare un razzo. Dato che l'ascensore avrebbe ottenuto una velocità orbitale mano a mano che risaliva il cavo, un oggetto rilasciato dalla cima della torre avrebbe anch'esso avuto la velocità necessaria per rimanere in orbita geosincrona. La costruzione partendo dal suolo, comunque, si è dimostrata una impresa impossibile; non esisteva un materiale con una sufficiente resistenza alla compressione da supportare il suo stesso peso in tali condizioni. Fino a che nel 1957 un altro scienziato russo, Yuri N. Artsutanov, concepì un metodo più realistico per costruire una torre spaziale. Artsutanov suggerì di utilizzare un satellite geosincrono come base dalla quale costruire la torre. Utilizzando un contrappeso, un cavo sarebbe stato abbassato dall'orbita geostazionaria fino alla superficie della Terra mentre il contrappeso veniva esteso dal satellite allontanandolo dalla Terra, mantenendo il centro di massa del cavo immobile rispetto alla Terra....
continuaCondividi su Facebook Fonte: WikipediaNews inserita il 06/06/2006 12:44:08 |
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