BISCEGLIE - 15 Aprile 2009 - Sembra la trama di un film, di quelli americani, improbabili. Eppure è tutto vero, ed è accaduto fra Trani e Bisceglie: è nato nell’ascensore dell’ospedale di Bisceglie, l’altra mattina alle 4 e qualcosa, il piccolo Giovanni. È nato nell’ascensore che trasportava barella mamma e medici arrivati in gran fretta da Trani, con la cabina impazzita che andava su e giù piano piano e non si fermava mai, e la giovane donna che urlava per le doglie ma non sapeva di essere incinta, e il medico del Pronto Soccorso di Trani che pensava «non ci posso credere» e intanto tirava fuori con grande controllo e professionalità quel piccolo batuf folo. Tenendolo in braccio qualche secondo, fino al miracoloso riaprirsi delle porte dell’ascensore: porte aperte, ed il bimbo che vede la luce in tutti i sensi. Vivo e vegeto. È una storia talmente assurda da essere vera, che mette insieme probabilmente tutti i casi fortunosi e fortunati che segnano il destino di un uomo fin dalla nascita: racconta il dott. Luigi Di Candido, del Pronto Soccorso dell’ospedale di Trani, che l’altra notte intorno alle 4 una giovane coppia di sposi è arrivata a bordo di uno scooter al Pronto Soccorso, chiedendo assistenza per la donna che aveva forti dolori addominali. «Dopo una prima visita ho subito capito che trattatavasi di contrazioni, insomma di doglie: la donne era incinta ai nove mesi, e stava per partorire. Sembrava una scena assurda, con entrambi i genitori a giurare di non sapere nulla di quella gravidanza, di non essersi accorti di cosa stava accadendo. E per quanto mi riguarda non potevo farci nulla, dovevo solo operare secondo la mia professione. E cioè: immediato trasferimento a Bisceglie, reparto ostetricia e ginecologia, già attivata per il parto». Parte l’ambulanza, con l’autista Nicola Greco che fa di tutto per arrivare nel minor tempo possibile, e l’infermiere Franco Ciraci insieme al medico per assistere la donna. In scooter, al seguito, il futuro papà del bimbo. Arrivo a Bisceglie, presto in ascensore per il reparto: le porte si chiudono, l’ascensore parte ma non arriva. Va un po’ su un po’ giù. Come le contrazioni della donna, e la pressione del dottore. Che non si perde d’animo, e fa partorire la donna sulla barella: il bimbo è nato, è vivo, pesa 2 chili e 700 grammi. Si aprono le porte dell’ascensore. Evviva.
Condividi su Facebook Fonte: lagazzettadelmezzogiorno.it - art. di Lucia De Mari News inserita il 17/04/2009 10:09:38 | News letta 1341 volte
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